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    Gedichtecke - l'Angolo della Poesia numero 6

    Oggetto

    Gedichtecke - l'Angolo della Poesia numero 6

    Commento

    Fortführung von >

    Gedichtecke - l'Angolo della Poesia numero 5


    Hier noch einmal die einleitenden Worte von Fen, die seinerzeit die Idee hatte:

    -

    Nach dem Vorbild des Französisch-Forums möchte ich hier einen Raum für italienische und deutsche Gedichte schaffen, natürlich auch für Übersetzungen aus anderen Sprachen (gerne mit dem jeweiligen Original). Ob Klassiker, Unbekanntes oder Kindheitserinnerungen - eure poetische Ader ist gefragt!


    Bitte beachtet das Urheberrecht: Gedichte, deren Urheber seit mindestens 70 Jahren verstorben ist, können gepostet werden. Für alle anderen Gedichte gilt: Bitte nur den Titel nennen/den Anfang und dann einen Link setzen. Vielen Dank ;->


    Siehe auch: Gedichteecke - l'angolo della poesia (5)


    Autoresebsn (1039076)  03 Sep 20, 08:58
    Commento

    Nun denn:

    eines meiner Lieblingsgedichte "Vergnügungen" von Bertolt Brecht

    https://web.sonoma.edu/users/g/grobbel/Vergnu...


    #1AutoreTurintiere (1140748) 08 Sep 20, 21:58
    Commento

    danke Dir.. das Gedicht gefällt mir sehr!

    1. Gedicht von Theodor Storm

    An Emma

    Willst mich meiden,

    Grausam scheiden,

    Nun Ade!

    Ach kein Scherzen

    Heilt die Schmerzen

    Meines Weh!

    Doch was sag ich,

    Doch was klag ich

    Denn um mich.

    Gibt's nicht Rosen

    G'nug zum Kosen

    Ohne dich!

    Heut führ Mine,

    Morgen Line

    Ich zum Tanz;

    Flatterrose

    Reich dir Lose

    Ich zum Kranz!

    Willst mich meiden,

    Grausam scheiden,

    Nun Ade!

    Andrer Scherzen

    Heilt die Schmerzen

    Meines Weh!

    #2Autorevioletta_1 (662324) 06 Oct 20, 12:21
    Commento

    Auch du hast es einmal erlebt, ich weiß:

    Der Tag ermattete in armen Gassen,

    und seine Liebe wurde zweifelnd leis -

     

    Dann ist ein Abschiednehmen rings im Kreis:

    es schenken sich die müden Mauermassen

    die letzten Fensterblicke, hell und heiß,

    bis sich die Dinge nicht mehr unterscheiden.

    Und halb im Traume hauchen sie sich zu:

    Wie wir uns alle heimlich verkleiden,

    in graue Seiden

    alle uns kleiden, -

    wer von uns beiden

    bist jetzt du?

    Rainer Maria Rilke

    Aus der Sammlung Gebete der Mädchen zu Maria

    ... (titolo a parte) bellissima traduzione italiana in :

    https://forum.termometropolitico.it/605303-ra...


    #3Autorefosco (1215124) 08 Oct 20, 23:19
    Commento

    Nochmal Rilke


    Der Panther

    Im Jardin des Plantes, Paris 


    Sein Blick ist vom Vorübergehn der Stäbe

    so müd geworden, dass er nichts mehr hält.

    Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe

    und hinter tausend Stäben keine Welt.


    Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,

    der sich im allerkleinsten Kreise dreht,

    ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,

    in der betäubt ein großer Wille steht.


    Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille

    sich lautlos auf -. Dann geht ein Bild hinein,

    geht durch der Glieder angespannte Stille -

    und hört im Herzen auf zu sein.



    Rainer Maria Rilke, 6.11.1902, Paris



    #4AutoreTurintiere (1140748) 27 Oct 20, 21:44
    Commento

    Gabriele D’Annunzio: Dalle città del silenzio, Ferrara


    O deserta bellezza di Ferrara,

    ti loderò come si loda il volto

    di colei che sul nostro cuor s’inclina

    per aver pace di sue felicità lontane;

    e loderò la chiara

    sfera d’aere e d’acque

    ove si chiude

    la tua melanconia divina

    musicalmente.

    [purezza del cielo e abbondanza delle acque - il Po a Ferrara è vicino alla sua foce – donano smalto e suono alla città]

     

    .....

    .....


    Loderò i tuoi chiostri ove tacque

    l’uman dolore avvolto nelle lane

    placide e cantò l’usignuolo

    ebro furente.

    [Ferrara ha due famosi conventi: quello di S. Benedetto e quello di S. Francesco; “l’usignolo ebro furente” è allusione al Tasso, che vi soggiornò e vi fu rinchiuso per qualche tempo, a causa della sua follia; le "placide lane" sono i sai di coloro che rinunciano ai clamori del mondo]

    Loderò le tue vie piane,

    grandi come fiumane,

    che conducono all’infinito chi va solo

    col suo pensiero ardente,

    e quel lor silenzio ove stanno in ascolto

    tutte le porte

    se il fabro occulto batta su l’incude,

    [quando il fabbro, chiuso/nascosto (“occulto”) nella sua officina martella il ferro sull’incudine ...]

    e il sogno di voluttà che sta sepolto

    sotto le pietre nude con la tua sorte.

    #5Autorefosco (1215124) 02 Nov 20, 23:55
    Commento

    G. Pascoli: L’uccellino del freddo [lo scricciolo]


    Viene il freddo. Giri per dirlo

    tu, sgricciolo [scricciolo], intorno le siepi;

    e sentire fai nel tuo zirlo [verso/canto]

    lo strido di gelo che crepi [crepi: congiuntivo, è una relativa con valore condizionale: fai sentire il rumore del gelo quando/se si incrini].

    Il tuo trillo sembra la brina

    che sgrigiola [scricchiola sotto i passi], il vetro che incrina…

     trr trr trr terit tirit…

    Viene il verno. Nella tua voce

    c’è il verno tutt’arido e tecco [dialettale per: interìto, intirizzito].

    Tu somigli [transitivo] un guscio di noce,

    che ruzzola con rumor secco.

    T’ha insegnato il breve tuo trillo

    con l’elitre tremule il grillo…

     trr trr trr terit tirit

    Nel tuo verso suona scrio scrio [schietto, asciutto ... nell’uso sempre ripetuto, quasi con valore superlativo ]

    con piccoli crepiti e stiocchi [colpi secchi],

    il segreto scricchiolettìo

    di quella catasta di ciocchi.

    Uno scricchiolettìo ti parve

    d’udirvi cercando le larve…

     trr trr trr terit tirit…

    Tutto, intorno, screpola rotto.

    Tu frulli ad un tetto, ad un vetro.

    Così rompere odi lì sotto,

    così screpolare lì dietro.

    Oh! lì dentro vedi una vecchia

    che fiacca [spezza] la stipa [rametti] e la grecchia [brugo, erica]…

     trr trr trr terit tirit

    Vedi il lume, vedi la vampa.

    Tu frulli dal vetro alla fratta [siepe, cespuglio].

    Ecco un tizzo soffia, una stiampa [scheggia]

    già croscia [rumoreggia], una scorza già scatta [la corteccia investita dalle fiamme].

    Ecco nella grigia casetta l’allegra fiammata scoppietta…

     trr trr trr terit tirit…

    Fuori, in terra, frusciano foglie

    cadute. Nell’Alpe lontana [l’Appennino]

    ce n’è un mucchio grande che accoglie

    la verde tua palla di lana.

    Nido verde tra foglie morte,

    che fanno, ad un soffio più forte…[ il piccolo nido dello scricciolo, portato lontano dal vento, è a forma di palla, e verde, perché fatto col musco]

     trr trr trr terit tirit


    Lautmalereien, Alliterationen, Gegensätze von Klängen (man könnte hier zu Recht von Klangfarbenpoesie sprechen): ein Tonflechten von bewundernswerter Kunstfertigkeit 

    #6Autorefosco (1215124)  08 Nov 20, 15:56
    Commento

    Vincenzo Cardarelli: Ottobre


    Un tempo, era d’estate,

    era a quel fuoco, a quegli ardori,

    che si destava la mia fantasia.

    Inclino adesso all’autunno

    dal colore che inebria,

    amo la stanca stagione

    che ha già vendemmiato.

    Niente più mi somiglia,

    nulla più mi consola,

    di quest’aria che odora

    di mosto e di vino,

    di questo vecchio sole ottobrino

    che splende sulle vigne saccheggiate.

    Sole d’autunno inatteso,

    che splendi come in un di là (= come in un altro mondo),

    con tenera perdizione

    e vagabonda felicità,

    tu ci trovi fiaccati,

    vòlti al peggio e la morte nell’anima (= costruzione accusativa alla greca) .

    Ecco perché ci piaci,

    vago sole superstite

    che non sai dirci addio,

    tornando ogni mattina

    come un nuovo miracolo,

    tanto più bello quanto più t’inoltri

    e sei lì per spirare.

    E di queste incredibili giornate

    vai componendo la tua stagione

    ch’è tutta una dolcissima agonia 



    #7Autorefosco (1215124) 18 Nov 20, 23:58
    Commento

    Robert Gernhardt (1937 -2006)

    Deutscher Schriftsteller, Dichter, Zeichner, Maler.

    Man sollte ihn nicht vergessen, weil er ein Sprachkünstler war, satirisch, komisch, nachdenklich, humanistisch und unglaublich vielfältig.


    Auf der sehr gut gestalteten Internetseite "Gernhardts Welten" des Fischer Verlags findet man eine Auswahl seiner Gedichte wie zum Beispiel dieses:


    "Nachdem er durch Rom gegangen war"

    http://www.robertgernhardt.de/italien/



    #8AutoreTurintiere (1140748) 26 Jan 21, 21:42
    Commento

    Estate

    Cicale, sorelle, nel sole

    con voi mi nascondo

    nel folto dei pioppi

    e aspetto le stelle.

    Salvatore Quasimodo


    finalmente estate🙂

    #9Autorevioletta_1 (662324) 11 Jun 21, 09:51
    Commento

    Aus der Sammlung SOMMERNÄCHTEN-SONETTEN:

    „A una zanzara“

    del secentista Giovanni Francesco Maia Materdona

     

    Animato rumor, tromba vagante,

    che solo per ferir talor ti posi,

    turbamento de l’ombre e de’ riposi,

    fremito alato e mormorìo volante;


    per ciel notturno animaletto errante,

    pon freno [= cessa/desisti da] ai tuoi susurri aspri e noiosi;

    invan ti sforzi tu ch’io non riposi:

    basta a non riposar l’esser amante [cioè: l’innamorato è già insonne per conto suo].


    Vattene a chi non ama, a chi mi sprezza

    vattene; e incontro a lei quanto più sai [puoi]

    desta il suono, arma gli aghi, usa fierezza [ferocia, crudeltà].


    D’aver punta vantar sì [così] ti potrai

    colei, ch’Amor con sua dorata frezza [freccia]

    pungere ed impiagar [causare piaghe] non poté mai.

    #10Autorefosco (1215124)  19 Jun 21, 10:39
    Commento

    Schöne Ode an dieses lästige Insekt!

    #11AutoreArjuni (944495) 20 Jun 21, 08:12
    Commento

    🙂)


    Für eine Grille

    Für eine Grille - keckes Wagen! -

    Hab ich das Leben eingesetzt;

    Und nun das Spiel verloren jetzt,

    Mein Herz, du darfst dich nicht beklagen.

     

    Die Sachsen sagen: »Minschenwille

    Ist Minschen-Himmelryk« - Ich gab

    Das Leben hin, jedoch ich hab

    Verwirklicht meines Herzens Grille!

     

    Die Seligkeit, die ich empfunden

    Darob, war nur von kurzer Frist:

    Doch wer von Wonne trunken ist,

    Der rechnet nicht nach eitel Stunden.

     

    Wo Seligkeit, ist Ewigkeit;

    Hier lodern alle Liebesflammen

    In eine einzge Glut zusammen,

    Hier gibt es weder Raum noch Zeit.

    Heinrich Heine

    #12Autorevioletta_1 (662324) 20 Jun 21, 20:21
    Commento

    È l'11 novembre, la cosiddetta estate di San Martino, ma all'illusione dei richiami di luce e di gioia portati dall'aria la natura non risponde: tutto è secco e il colore funebre dell'autunno fa da cornice al ricordo di coloro che non ci sono più.[2]

    Gèmmea l'aria,[3] il sole così chiaro

     che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

     e del prunalbo l'odorino amaro

     senti nel cuore...

     

     Ma secco è il pruno, e le stecchite piante

     di nere trame segnano il sereno,

     e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante

     sembra il terreno.

     

     Silenzio, intorno: solo, alle ventate,

     odi lontano, da giardini ed orti,

     di foglie un cader fragile. È l'estate,

     fredda, dei morti.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Novembre_(Pascoli)

    #13Autorevioletta_1 (662324) 26 Oct 21, 14:43
     
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