| Commento | NETTUNO, DIO DEL MARE
Neptunus deus aquarum erat et nutu suo fluctus maris, lacuum et fluminum regebat. Super fluctuum culmen celeri curru vehebatur: currum delphini trahebant. Domum regiam in profundi maris specubus habebat: aditum regiae marina monstra custodiebant. Tridentem in manu dextera gerebat, quia tridente fluctus et ventos coercebat. Imperio dei fluctus oboediebant: nam iussu suo et capitis nutu tempestatum impetus in aequore agitabat aut sedabat. Tempestatum sonitum et undarum motus trepido metu timebant mortales; deus contra in regia sua sedebat et vim pelagi spectabat. Tunc nautae trepidabant et a deo salutem petebant eique preces supplices tollebant et munera votiva promittebant. Cum autem tempestatis metus cessaverat et domum incolumes pervenerant, vota solvebant et vestimenta sua, aqua et sale uvidas, in templo dei apponebant. ----------------------------------------------------- Nettuno era il dio delle acque e con il suo (nutu) del flutto del mare, reggeva i laghi e i fiumi. Sopra le onde era trasportato il veloce carro: i delfini trascinavano il carro. Aveva la casa regia nel profondo del mare: mostri marini custodivano l'ingresso della reggia. Portava nella destra il tridente, poichè con il tridente costringeva le onde e i venti. Le onde obbedivano al dominio del dio: infatti per suo ordine e con (nutu) della testa agitava nell'acqua l'impeto delle tempeste o le sedava. I mortali temevano con trepido timore il rumore delle tempeste e il movimento delle onde, il dio sedeva nella sua reggia e guardava la forza del mare. Allora i marinai trepidavano e chiedevano al dio la salvezza ed elevavano a quello le supplici preghiere e promettevano doni votivi. Quando il timore della tempesta era cessato ed erano giunti a casa incolumi, facevano i voti e ponevano nel tempio del dio i propri indumenti, bagnati di acqua e sale --------------------------------------------------------------------------------- APOLLO Apollo, figlio di Latona e Giove, fu inventore e custode di tutte le arti liberali, sopratutto della poetica, della musica e della medicina. Guariva gli ammalati con salutari rimedi e rigenerava le forze degli uomini. Viveva sul Parnaso insieme alle Muse, frequentava le gole dei monti, le colline soleggianti; inoltre dilettava con canti giocondi i banchetti degli dei. Era anche il dio dei vaticini, e indicava le cose future agli uomini con prodigi. In molte città della Grecia sono stati dedicati templi di Apolli, ma fu celebre prima di tutti l'oracolo di Delfi. Tra gli uccelli erano sacri ad Apollo il veloce falco e il corvo; tra gli alberi il nobile alloro: infatti gli antichi greci e romani ornavano gli atleti vincitori e i poeti con corone di alloro. Era anche il dio della luce e conduceva i veloci cavalli del Sole. |
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