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  • Sommario

    Traduzione corretta?

    Übersetzung Zeitungsartikel - Italienische Literatur Das unaussprechliche Wort "Mutter" Süddeutsche …

    Oggetto

    Übersetzung Zeitungsartikel Süddeutschland

    Corretto?

    Italienische Literatur Das unaussprechliche Wort "Mutter" Süddeutsche Zeitung 19.2.2019

    Esempi/ definizioni con fonti

    Donatella Di Pietrantonio: Arminuta. Roman. Aus dem Italienischen von Maja Pflug. Verlag Antje Kunstmann. München 2018. 222 Seiten, 20 Euro.

    Von Maike Albath


    "Eine Dreizehnjährige findet sich plötzlich in einer armseligen Wohnung wieder und steht einer verhärmten, kurzangebundenen Frau gegenüber, von der es heißt, sie sei ihre Mutter. Sie kennt diese Person nicht. 


    "Arminuta" heißt der Roman von Donatella Di Pietrantonio, und er kreis um eine ebenso simple wie schockierende Praxis, In vielköpfigen Familien mit wenig Geld war es zumindest im ländlichen Italien bis in die Siebzigerjahre des zwanzigsten Jahrhunderts hinein keine Seltenheit, dass vor allem kleine Töchter zu bessergestellten kinderlosen Angehörigen weggegeben wurden. Der Grund war pure Not -ein hungriges Maul weniger, Bildungschancen für das anderweitig untergebrachte Kind, Wohlstand, der vielleicht auch der ersten Familie zugute kommen könnte. Ob die Betroffenen litten, spielte keine Rolle.Den informellen Adoptivkindern ihre Herkunft zu verschweigen, wie es hier passiert und wegen des identischen Nachnamens auch nicht weiter auffällt, war eher nicht die Regel. "Arminuta" bedeutet im Dialekt "Die Zurückgekommene" und ist der verächtlich gemeinte Spitzname für die Außenseiterin. Die Heldin, zugleich die Ich-Erzählerin, entgeht durch den Besuch des Gymnasiums dem vorgezeichneten Weg eines Mädchens vom Lande, Eine ganze Generation teilt diese Erfahrung. In der italienischen Tradition von Ignazio Silone über Pasolini bis zu Michela Murgia und Paolo Cognetti scheint der Raum des Dorfes häufig als Hort von etwas positiv Ursprünglichem auf. Bei Di Pietrantonio ist davon nur noch ein Rest vorhanden. Ihre Figuren haben sich ihrer bäuerlichen Herkunft längst entfremdet. Die Autorin, Jahrgang 1962, genauso alt wie ihre Protagonistin und im Brotberuf Zahnärztin, stammt aus den Abruzzen, wo sich auch "Arminuta" ansiedelt. Donatella Di Pietrantonio fügt den vielschichtigen Mutter-Figuren der jüngeren italienischen Literatur eine weitere Facette hinzu. Die Sardin Michela Murgia erzählt in "Accabadora" (2010) ebenfalls von einer abgegebenen Tochter, die jedoch mit der Zieh-Mutter zufrieden ist und ihr magische Fähigkeiten zuschreibt. Elena Ferrante entwirft nicht nur in ihrer Tetralogie über die neapolitanischen Freundinnen, sondern auch in ihrem gerade neu übersetzten Debut von 1992 "Lästige Liebe" markante Mütterfiguren.

    Commento

    "Una tredicenne si ritrova improvvisamente in un appartamento di aspetto miserabile di fronte a una donna patita e brusca di cui si dice che sia sua madre. La ragazza non conosce quella persona. "Arminota" si intitola il romanzo di Donatella Di Pietrantonio e tratta di una prattica tan semplice come scioccante. Nelle famiglie con molti figli e pochi soldi non era nessuna rarità almeno nella campania italiana fino agli anni settanta del ventesimo secolo che specialmente le piccole figlie di familie poveri con tanti figli furono date via ai parenti senza figli e di migliore situazione economica. Il motivo era pura necessità - una bocca affamata di meno, opportunità educativa per il figlio donato, la prosperità, che potrebbe forse giovare alla famiglia di origine. Se le figli coinvolti sofrevano non era importante. Come succede in questa storia non era lo usuale, Non era abituale occultare alle figli adottati informalmente la loro origine neanche non si notava per avere il stesso cognome familiare. "Arminuta" in dialetto significa "La ritornata" ed è il soprannome peggiorativo per gli ammarginati. La protagonista è allo stesso tempo la narratrice la vita abituale di una contadina al essere andata in liceo. Una generazione completa condivide questa esperienza.


    Il paesino in campania ha una connotazione positiva nella tradizione italiana di Ignazio Silone pasando per Pasolini e anche per Michela Murgia e Paolo Cognetti, dove viene rappresentato come un luogo tradizionale e originario. Nelle opre di Pietrantonio solo rimane di questo sollo un resto. Nei sui romanzi i protagonisti non hanno più un rapporto con la sua origine contadine. L'autrice nata nel 1962 ha la stessa età che la sua protagonista è di professione dentista e è originaria di Abruzzo dove si svolge la storia di "Arminuta". Donatella di Pietrantonio aggiunge alla multiforme figura materna della nuova letteratura italiana un aspetto nuovo.La sardinese Michela Murgia racconta in suo romanzo "Accabadora" pubblicato nel 2010 anche di una figlia data via che è invece soddisfatta con la madre adottiva e le attribuie abilità magiche. Elena Ferrante disegna notabile figure materne non solo nella sua tetralogia sulle amiche neapolitane, ma anche nel suo ultimo romanzo di 1992 "Amore tormentoso".


    AutoreLuciola (1253415)  23 Apr 19, 23:49
    Commento

    (correggo solo o quasi gli errori)

    "Una tredicenne si ritrova improvvisamente in un appartamento di aspetto miserabile di fronte a una donna patita e brusca, di cui si dice che sia sua madre. La ragazza non conosce quella persona. "Arminota" si intitola il romanzo di Donatella Di Pietrantonio, e tratta di una prattica pratica tan semplice come scioccante (tanto semplice quanto scioccante). Nelle famiglie con molti figli e pochi soldi non era nessuna rarità (non era raro, non era una rarità), almeno nella campania campagna italiana fino agli anni settanta Anni Settanta del ventesimo secolo, che specialmente le piccole figlie (le figlie più piccole) di familie poveri famiglie povere con tanti figli furono fossero/venissero date via ai a parenti senza figli e di migliore situazione (condizione) economica. Il motivo era pura necessità - una bocca affamata di meno (una bocca in meno da sfamare), opportunità educativa per il figlio donato (per il figlio sistemato altrove), la prosperità (benessere), che potrebbe forse giovare alla famiglia di origine (di cui avrebbe potuto trarre vantaggio fors’anche la famiglia d’origine). Se le figli le figlie/i figli coinvolte/coinvolti sofrevano  (ne) soffrivano,  non era importante. Come succede in questa storia non era lo usuale, Non era abituale occultare alle figli adottati informalmente la loro origine neanche non si notava per avere il stesso cognome familiare (Tacere/nascondere ai figli adottati in questo modo informale la loro origine – come succede in questa storia – non era costume, anche a ragione dell’identità del cognome). "Arminuta" in dialetto significa "La ritornata" ed è il soprannome peggiorativo (dispregiativo) per (indicare) gli ammarginati emarginati. La protagonista è allo stesso tempo la narratrice (la protagonista, che è al tempo stesso l’io narrante) la vita abituale di una contadina al essere andata in liceo sfugge, grazie alla frequentazione del liceo, alla vita destinata/riservata a una ragazza di campagna. Una generazione completa  (un’intera generazione) condivide questa esperienza.

     

    Il paesino in campania di campagna ha una connotazione positiva nella tradizione italiana che, da Ignazio Silone, passando per Pasolini, e poi fino a Michela Murgia e Paolo Cognetti, dove viene rappresentato come un luogo tradizionale e originario ( ... rappresenta il luogo della tradizione e della genuinità). Nelle opere di Pietrantonio solo rimane di questo sollo un resto (Nelle opere della Pietrantonio sopravvive solo un debole residuo di questo mondo rurale). Nei suoi romanzi i protagonisti non hanno più un rapporto con la sua loro origine contadine contadina/con le loro origini contadine. L'autrice, nata nel 1962 (classe 1962), ha la stessa età che della sua protagonista, è dentista di professione dentista ed è originaria di Abruzzo (dell’Abruzzo), dove si svolge la storia di "Arminuta". Donatella di Pietrantonio aggiunge alla multiforme figura materna della nuova (recente) letteratura italiana un aspetto nuovo (una nuova sfaccettatura) . Anche la sardinese sarda Michela Murgia racconta in suo nel suo romanzo "Accabadora", pubblicato nel 2010, anche di una figlia data via, che è invece soddisfatta con la della propria madre adottiva e le attribuie attribuisce abilità magiche. Elena Ferrante disegna notabile (notevoli) figure materne (figure di madre) non solo nella sua tetralogia sulle amiche neapolitane napoletane, ma già nel suo esordio narrativo del 1992, "Amore tormentoso", proprio di recente tradotto.

    #1Autorefosco (1215124) 26 Apr 19, 02:38
    Commento

    Ciao fosco, grazie anche da parte mia per le tue correzioni ossia annotazioni. Ne ho imparato tanto anch’io. Ciononostante ho ancora alcune domande in proposito.


    1. In «Anni Settanta» anche «Anni» si scrive con l'iniziale maiuscola?


    2. C’è solo una «Arminuta». È meglio scrivere «l’emarginata» invece di «gli emarginati»?


    3. Mi sembra che «a … dell’identità del cognome» stia meglio nei trattini di sospensione, all'incirca come segue: « – come succede in questa storia e passa inosservato a causa dell’identità del cognome – ». Che ne pensi?


    Ti prego di scusarmi se ero semplicemente distratta. Sarei grata per ogni chiarimento e per ogni correzione delle mie frase italiane.


    #2AutoreFrantsi (1268011) 26 Apr 19, 15:42
    Contesto/ Esempi

    "(correggo solo o quasi gli errori)"


    Commento

    vielen Dank für die Korrektur! ich bin weit entfernt mit meinen jetzigen Sprachkenntnissen meine Klausur Ende August zu bestehen. Ich habe bereits die nächste Übersetzung für kommende Woche gemacht. Eventuell hat jemand ein Tipp für mich wie ich es schaffen kann? kann ich die neue Übersetzung posten oder wäre das zu viel? ich höre gern auch per private Nachricht Vorschläge wie ich meine Sprachkenntnisse zum B2 bis Ende August anpassen kann um fehlerfrei zu schreiben. Es wird leider sehr streng bewertet und es zählt jeder Fehler ob Syntax Ausdruck oder Grammatik als ein ganzer Fehler.

    #3AutoreLuciola (1253415)  26 Apr 19, 16:36
    Commento

    1. Invidio il tedesco che, grazie ai suoi sintagmi nominali, è al riparo di questi problemi.  In rete prevale nettamente il tipo “anni X”, e poiché l’uso fa la legge, ne segue che così si scriva normalmente. Chi usa il tipo “Anni X” – anche se minoranza (gli appoggi non mancano) – considera l’espressione un blocco unico, come correttamente si fa per Monte Bianco, Monte Rosa, Lago Maggiore, Palazzo Reale, Porta Romana ...). Quindi: anni Settanta, oppure Anni Settanta, ma non anni settanta (a meno che a scriverlo non sia uno stefan george redivivo – e anche questo minuscolo meriterebbe una chiosa).

    2. C’è solo una «Arminuta». È meglio scrivere «l’emarginata» invece di «gli emarginati»? Obiezione in parte accolta; tuttavia nell’esempio non arminuta/ritornata, ma il significato dispregiativo del soprannome è ciò che viene riferito a una pluralità di soggetti.  

    3. E’certamente una traduzione più bella e più fedele della mia.  

    4. (poiché me lo chiedi espressamente) Ti prego di scusarmi delle eventuali distrazioni/disattenzioni. Sarei grata per ogni chiarimento e per ogni correzione delle mie frasi italiane.

    An Luciola: klopf an, und es wird dir aufgetan

    #4Autorefosco (1215124) 26 Apr 19, 23:56
    Commento

    herzlichen und lieben Dank!

    #5AutoreLuciola (1253415) 27 Apr 19, 13:41
    Commento

    Ciao fosco,


    ti ringrazio per tutti i tuoi chiarimenti. Ma non hai motivo di invidiare il tedesco. Io invece invidio l’italiano per i suoi concetti grammaticali come «un blocco unico» e «una pluralità di soggetti»! ;-)

    #6AutoreFrantsi (1268011) 30 Apr 19, 23:35
     
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